Ho aderito a #Unite, la campagna di scrittura di scrittrici e giornaliste italiane per denunciare e nominare la violenza di genere, ideata da Giulia Caminito e Annalisa Camilli.
Il mio pezzo intero è su Limina Rivista e ho provato a raccontare come si sopravvive, da donna, in un Paese maschilista e violento come l’Italia, anche leggendo e del perché le grandi scrittrici del passato mi diano coraggio.
“Mi succede spesso, che siano le scrittrici che mi hanno preceduta a darmi determinazione e speranza. Sono le loro parole e loro storie, è il tempo raccolto, preciso e intenso della letteratura: mi sembra di vedere la superficie di questo nostro mondo che vorrebbe – nei termini dei rapporti di potere tra i generi – perpetuarsi sempre uguale a sé stesso, finalmente incresparsi, tradire un’incertezza. C’è un continuum, tra me e loro, attraverso le epoche e lingue e culture diverse, al netto dei privilegi di cui io innegabilmente posso godere grazie alle lotte passate delle mie madri e delle mie nonne e che loro, invece, potevano soltanto sognare. Una comunanza nella condizione: siamo donne che vivono in una società patriarcale, dove persistono norme, pratiche e atteggiamenti volti a normalizzare, minimizzare e ridicolizzare la violenza sulle donne, di qualsiasi tipologia si tratti, con lo scopo di consolidare il potere delle posizioni maschili.”
#unite #rompiamoilsilenzio

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