{"id":561,"date":"2023-03-07T09:48:27","date_gmt":"2023-03-07T09:48:27","guid":{"rendered":"https:\/\/ilariarossetti.com\/?p=561"},"modified":"2023-04-15T15:27:17","modified_gmt":"2023-04-15T15:27:17","slug":"respirando-lodore-del-male-il-continente-bianco-di-andrea-tarabbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/2023\/03\/07\/respirando-lodore-del-male-il-continente-bianco-di-andrea-tarabbia\/","title":{"rendered":"Respirando l&#8217;odore del male. Il continente bianco di Andrea Tarabbia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;[<em>Questo articolo \u00e8 uscito su&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.liminarivista.it\/comma-22\/respirando-lodore-del-male-il-continente-bianco-di-andrea-tarabbia\/\">Limina Rivista<\/a>&nbsp;il <\/em>7 marzo 2023.]<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"597\" data-permalink=\"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/2023\/03\/06\/quel-che-non-si-vede-scompare-livia-de-stefani-e-la-mafia-in-letteratura\/9788833935706_92_0_0_75-e1666528433899\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/ilariarossetti.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/9788833935706_92_0_0_75-e1666528433899.webp?fit=600%2C923&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"600,923\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"9788833935706_92_0_0_75-e1666528433899\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/ilariarossetti.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/9788833935706_92_0_0_75-e1666528433899.webp?fit=600%2C923&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/ilariarossetti.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/9788833935706_92_0_0_75-e1666528433899.webp?resize=300%2C462&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-597\" width=\"300\" height=\"462\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Possono, le storie, esaurirsi in un libro solo? Forse no, forse non sempre, forse \u2013 mi permetto uno sbilanciamento pi\u00f9 radicale \u2013 nemmeno dovrebbero. Con questa premessa inizia&nbsp;<em><strong>Il continente bianco<\/strong>&nbsp;<\/em>di&nbsp;Andrea Tarabbia, uscito nell\u2019agosto 2022 per&nbsp;Bollati Boringhieri, prendendo le mosse proprio da una storia gi\u00e0 raccontata, quella de&nbsp;<em>L\u2019odore del sangue<\/em>&nbsp;di Goffredo Parise, scritto di getto in un\u2019estate del 1979 e pubblicato postumo da Rizzoli nel 1997.<br><strong>Nell\u2019opera di Parise siamo a Roma, alla fine degli anni Settanta<\/strong>: uno psicanalista cinquantenne, Filippo, scopre che la moglie Silvia ha perso la testa per un ragazzo, un giovane fascista; tra i due coniugi il sentimento si trascina stanco e i due si sono gi\u00e0 traditi diverse volte, entrambi alla ricerca di quel che non riescono pi\u00f9 a darsi reciprocamente e sempre raccontandosi tutto, ma questa volta \u00e8 diverso, questa volta l\u2019amante di Silvia emana&nbsp;<strong>un fascino cupo, mortale, impostando con la donna una relazione dominante<\/strong>, e Filippo proietta le proprie fantasie erotiche proprio sul rapporto tra Silvia e il ragazzo, si fa confidare i dettagli pi\u00f9 torbidi, fino a costruire con lei una nuova intimit\u00e0 morbosa e, in conclusione, distruttiva.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Ne&nbsp;<em>Il continente bianco<\/em>,&nbsp;<strong>Tarabbia sposta la vicenda di Parise ai giorni nostri<\/strong>&nbsp;e vi entra da una porta per cos\u00ec dire laterale: il giovane amante di Silvia, Marcello Croce, guida a Roma un movimento di estrema destra, il Continente bianco appunto, ed \u00e8 bello, inquieto, violento, \u00abun individuo delicato, fragile all\u2019apparenza (\u2026) uno di quei Cristi disegnati nei libriccini del catechismo per bambini: biondi, buoni, puliti e calmi anche nel mezzo di una tormenta di sabbia o di un incendio, con uno sguardo che sembra dirti che non ci saranno problemi, se lo seguirai, che non ci saranno il Male n\u00e9 il dolore e tutto alla fine sar\u00e0 giusto\u00bb.&nbsp;<strong>L\u2019altro elemento di novit\u00e0 \u00e8 il cambio di prospettiva<\/strong>: la voce narrante non \u00e8 pi\u00f9 quella dello psicanalista, che qui diventa il dottor P***, ma di un suo paziente, un Andrea Tarabbia alter ego dello scrittore, che entra in scena nello studio dello specialista e finisce per incrociare le strade di Silvia e Marcello, subendo un\u2019attrazione magnetica per il giovane, per quella \u00abpatina di levit\u00e0\u00bb che porta nel volto e che forse nasconde qualcosa pronto a esplodere.&nbsp;<strong>Cos\u00ec Marcello Croce attira il narratore verso il Continente bianco e l\u2019Andrea Tarabbia del romanzo non si tira indietro<\/strong>, incuriosito ne frequenta i ritrovi e ne conosce i membri, per mimetizzarsi partecipa addirittura a un\u2019azione violenta: ne diventa, a tutti gli effetti e fino all\u2019epilogo, il testimone ufficiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Cos\u00ec Tarabbia scrittore sceglie di dare voce a chi, nel romanzo di Parise, non l\u2019aveva:&nbsp;<strong>il mondo sotterraneo e ribollente dell\u2019estrema destra<\/strong>, facce vite nomi e storie che non si tirano indietro e si raccontano in tutta la loro furia, una Roma lontanissima dallo studio del dottor P*** in cui il narratore sembra immergersi come calamitato, \u00abquesta citt\u00e0 immensa <br>Se come accade ne&nbsp;<em>L\u2019odore del sangue<\/em>&nbsp;Marcello Croce conduce Silvia alla morte lungo un percorso di sempre maggiore e masochistica sottomissione (non \u00e8 uno spoiler, lo leggiamo nelle primissime pagine), all\u2019interno de&nbsp;<em>Il continente bianco<\/em>&nbsp;il suo personaggio si arricchisce, trova una voce distinta e si trasforma nell\u2019incontrollabile motore dell\u2019intero movimento narrativo.&nbsp;<strong>L\u2019odore del sangue \u00e8 l\u2019odore del sesso e del desiderio ma anche l\u2019odore del male<\/strong>, un unico nucleo abominevole e allo stesso tempo vitale, aderente insomma all\u2019esistenza umana nella sua pi\u00f9 autentica complessit\u00e0. Il rapporto di Marcello Croce con Silvia sembra alludere, nemmeno troppo metaforicamente,&nbsp;<strong>al fascino morboso che alcune idee hanno esercitato (ed esercitano) sulla borghesia italiana<\/strong>, ma non soltanto: la verit\u00e0 (una verit\u00e0) \u00e8 che l\u2019orrore non si limita a respingere le brave persone (o coloro che si ritengono tali) attraverso un definitivo meccanismo di repulsione ma risponde a un doppiezza, a un bianco che rischia spessissimo di sporcarsi, a un dubbio che non osiamo confessare (\u00abTi affascinano cose terribili e questo fascino ti spaventa, perch\u00e9 hai paura che, nascosto dentro questo sentimento, ci sia qualcosa che dice che, nel tuo profondo, sei un uomo peggiore di quello che credi di essere\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 gi\u00e0 tantissimo, in questo libro, ma riesce ad esserci ancora di pi\u00f9: il romanzo di Tarabbia \u00e8 una continua stratificazione di piani e di temi, gestiti attraverso una scrittura cos\u00ec chiara e letteraria al punto che sembrerebbe che tra percezione ed espressione corra un rapporto di assoluta immediatezza, quando invece questa \u00e8 apparente, \u00e8 frutto di distanza rispetto a quanto percepito, si tratta insomma di lavoro di stile.&nbsp;<em><strong>Il Continente bianco<\/strong><\/em><strong>&nbsp;\u00e8 un racconto sul potere<\/strong>, in tutte le sue declinazioni, sul fascino degli abissi e dell\u2019indicibile, sulle ossessioni, ma anche (evviva!) sulla scrittura e sull\u2019immaginario, sulla postura formale di chi narra e sulla legittimit\u00e0 e&nbsp;<strong>sulla responsabilit\u00e0 dell\u2019atto del narrare<\/strong>&nbsp;(\u00abScrivere vuol dire anche sopportare il dolore degli altri, e un mondo giusto, dal punto di vista di chi lo vuole raccontare, \u00e8 una stortura, un abominio\u00bb).<br>Pur toccando tematiche a noi estremamente vicine, come la rabbia sociale e il fanatismo politico dell\u2019estrema destra (\u00abL\u2019Italia \u00e8 uno Stato democratico imposto con la forza a una nazione intimamente fascista\u00bb, dice a pagina 120 Tito Malaspina alias lo Zar), Andrea Tarabbia costruisce&nbsp;<strong>un romanzo che riesce a essere contemporaneo senza scadere nel tempo affrettato dell\u2019attualit\u00e0<\/strong>, dove il ricorso all\u2019autofiction \u00e8 espediente letterario esemplificativo, a servizio della storia, e non compiacimento ombelicale, dove la lingua possiede un nitore e un lirismo sorgivi e calibrati, confermandosi uno degli scrittori italiani pi\u00f9 interessanti degli ultimi anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;[Questo articolo \u00e8 uscito su&nbsp;Limina Rivista&nbsp;il 7 marzo 2023.] Possono, le storie, esaurirsi in un libro solo? 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