{"id":1936,"date":"2026-02-18T16:16:25","date_gmt":"2026-02-18T16:16:25","guid":{"rendered":"https:\/\/ilariarossetti.com\/?p=1936"},"modified":"2026-02-18T16:16:25","modified_gmt":"2026-02-18T16:16:25","slug":"i-giovani-doggi-cerano-anche-ieri-ma-oggi-non-hanno-una-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/2026\/02\/18\/i-giovani-doggi-cerano-anche-ieri-ma-oggi-non-hanno-una-casa\/","title":{"rendered":"Today\u2019s youth were around yesterday too (they just can't afford a home today)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[<em>Questo articolo \u00e8 uscito su\u00a0<a href=\"http:\/\/[Questo articolo \u00e8 uscito su Limina Rivista il 27 ottobre 2025.]\">Il Libraio<\/a>\u00a0il\u00a0<\/em>14 febbraio 2026.]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quest\u2019anno vado per i trentanove anni<\/strong>, che si converr\u00e0 non sono esattamente l\u2019et\u00e0 verdissima del germoglio e dell\u2019affacciarsi, cuore gonfio e nessuna esperienza, al mondo.&nbsp;<strong>Eppure in Italia<\/strong>, dove vivo e lavoro,&nbsp;<strong>sono ancora considerata una persona giovane<\/strong>,<strong>&nbsp;una scrittrice giovane<\/strong>; a volte&nbsp;<em>giovanissima<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se da un lato comprendo che questi appellativi possano dipendere in parte da<strong>\u00a0una forma un po\u2019 vetusta di cortesia dei miei interlocutori e dal mio aspetto<\/strong>\u00a0\u2013 da\u00a0<strong>brava millennial<\/strong>\u00a0dimostro oggettivamente qualche anno di meno, il che va di pari passo con il mio ritardo su tante tappe considerate adulte della vita \u2013 dall\u2019altro\u00a0<strong>mi chiedo quando avverr\u00e0 il mio passaggio formale all\u2019<em>adultit\u00e0<\/em><\/strong>: al non essere pi\u00f9 definita in base all\u2019et\u00e0 anagrafica ma solo alla luce di chi sono e di quello che faccio. Dipender\u00e0 da un crollo repentino della mia faccia o da una soglia numerica collettivamente considerata come ingresso inappellabile nell\u2019autunno dell\u2019esistenza? Oppure da encomiabili e continuativi risultati professionali?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 ecco, io un po\u2019 questa sensazione ce l\u2019ho:&nbsp;<strong>che la mia supposta giovent\u00f9 serva soprattutto a indicare la categoria in cui mi \u00e8 consentito gareggiare: quella dei pulcini o al massimo degli juniores<\/strong>, il tavolo dei grandi \u00e8 un altro; e forse significa che non posso ambire ad alcuna piena autorevolezza, ma a una considerazione ancora tenera, benevola, la considerazione del&nbsp;<em>si vedr\u00e0<\/em>: la generosit\u00e0 riservata a chi \u00e8 in perenne attesa di un futuro che non arriva mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma di cosa parliamo davvero?&nbsp;<strong>Che cosa ci definisce giovani, se il criterio anagrafico non conta pi\u00f9?&nbsp;<\/strong>Pesano, certamente, le&nbsp;<strong>tappe<\/strong>&nbsp;a cui facevo riferimento, quegli&nbsp;<strong>snodi<\/strong>&nbsp;che in Italia decretano l\u2019inizio della vita adulta e che a me mancano quasi tutti: a trentotto anni non ho figli, non possiedo una casa, n\u00e9 un\u2019automobile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Noi Millennial\u00a0<\/strong>(i nati e le nate tra il 1981 e il 1996)<strong>\u00a0siamo cresciuti in mezzo all\u2019instabilit\u00e0 economica<\/strong>: durante la crisi finanziaria del 2008 stavamo finendo di studiare o stavamo cercando il primo impiego e il mondo \u00e8 crollato. Dopo sono arrivate\u00a0<strong>la crisi del debito sovrano<\/strong>, la stagnazione dei salari,\u00a0<strong>la pandemia del Covid-19<\/strong>, una giostra di eventi abbastanza catastrofici da generare conseguenze collettivamente brutali, come l\u2019uscita ritardata dal nucleo familiare, la fuga all\u2019estero, l\u2019impossibilit\u00e0 di accedere a prestiti bancari, a contratti stabili, a basi finanziari solide.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/dautore\/millennials-ludovica-della-bosca-1453588\/\"><\/a>\u00a0<strong>Oggi non siamo pi\u00f9 giovani<\/strong>\u00a0ma in molti casi\u00a0<strong>languiamo ancora in queste paludi<\/strong>\u00a0e allora forse\u00a0<strong>ci chiamano ragazzi e ragazze perch\u00e9 la societ\u00e0 fatica a prenderci sul serio<\/strong>: un po\u2019 pu\u00f2 darsi che sia colpa nostra, che tiriamo avanti nella trepidante e triste speranza di una possibilit\u00e0 ancora da afferrare; un po\u2019 pu\u00f2 darsi che le generazioni pi\u00f9 anziane si ostinino a leggere il mondo con parametri superati, preferendo autoproclamarsi gli unici veri adulti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E poi ci sono i giovani reali<\/strong>: la Generazione Z, la Generazione Alpha, la Generazione Beta. Persone forse pi\u00f9 attrezzate dei fratelli e delle sorelle maggiori per questo mondo complesso;<strong>\u00a0nativi digitali immersi nel nuovo millennio, pur con i propri fantasmi<\/strong>. Sono una minoranza e lo dicono i numeri di una nazione che invecchia e un dibattito pubblico che ne parla solo in termini emergenziali: culle vuote, ricambio mancante, sistemi pensionistici al collasso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io, personalmente,&nbsp;<strong>ho due grandi fortune.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima \u00e8 che&nbsp;<strong>lavoro in una scuola<\/strong>&nbsp;ed \u00e8 l\u00ec, nel confronto con le persone realmente giovani, che mi sento finalmente adulta. Avverto tutta la responsabilit\u00e0 di provare ad accorciare le distanze, di prendere in prestito i loro occhiali per guardare il mondo e provare a capirlo prima di giudicarlo, di esplorare il loro tempo senza considerarlo peggiore solo perch\u00e9 diverso dal mio.&nbsp;<strong>Di combattere l\u2019oscena tentazione di idealizzare il passato solo perch\u00e9 l\u00ec ero, davvero, giovane<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda \u00e8 quella di&nbsp;<strong>occuparmi di scrittura e di letteratura<\/strong>, che insieme forse costituiscono il pi\u00f9 grande esercizio umano di rappresentazione della complessit\u00e0: non esiste migliore antidoto a stereotipi, categorie rigide e semplificazioni scivolose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2018 usc\u00ec per Citt\u00e0 Nuova Editrice un bel saggio di&nbsp;<strong>Paolo Di Paolo&nbsp;<\/strong>e<strong>&nbsp;Carlo Albarello<\/strong>, intitolato&nbsp;<strong><em>C\u2019erano anche ieri i giovani d\u2019oggi<\/em><\/strong>: l\u2019ho sempre trovato la sintesi perfetta di questo paradosso storico, dal momento che&nbsp;<strong>la giovent\u00f9 \u00e8 solo un ruolo<\/strong>&nbsp;che ciascuno ricopre prima di passare a quello successivo. Chi oggi lamenta la presunta superficialit\u00e0 dei ragazzi e delle ragazze dimentica che essi sono il prodotto del mondo che noi abbiamo costruito per loro. E a dire il vero la mia impressione \u00e8 che queste persone realmente giovani abbiano da offrire molta pi\u00f9 intelligenza e molta pi\u00f9 disponibilit\u00e0 a cambiare degli adulti arroccati nelle loro convinzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse, in quanto adulti,&nbsp;<strong>dovremmo semplicemente smettere di cercare specchi in cui vedere riflessa la nostra immagine passata e metterci davvero in ascolto<\/strong>: il futuro esiste gi\u00e0 e ha una voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da parte mia,&nbsp;<strong>nei panni della scrittrice perennemente giovanissima<\/strong>, da un po\u2019 ho deciso di non rincorrere pi\u00f9 un posto al tavolo dei grandi: vorrei apparecchiarne uno nuovo, dove l\u2019anagrafe ceda il passo al dialogo e dove, finalmente, si possa stare tutti seduti alla stessa altezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Questo articolo \u00e8 uscito su\u00a0Il Libraio\u00a0il\u00a014 febbraio 2026.] Quest\u2019anno vado per i trentanove anni, che si converr\u00e0 non sono esattamente l\u2019et\u00e0 verdissima del germoglio e dell\u2019affacciarsi, cuore gonfio e nessuna esperienza, al mondo.&nbsp;Eppure in Italia, dove vivo e lavoro,&nbsp;sono ancora considerata una persona giovane,&nbsp;una scrittrice giovane; a volte&nbsp;giovanissima. 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