{"id":1751,"date":"2025-11-06T09:35:45","date_gmt":"2025-11-06T09:35:45","guid":{"rendered":"https:\/\/ilariarossetti.com\/?p=1751"},"modified":"2026-02-12T14:28:21","modified_gmt":"2026-02-12T14:28:21","slug":"la-stagione-che-non-cera-un-attimo-prima-del-baratro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/2025\/11\/06\/la-stagione-che-non-cera-un-attimo-prima-del-baratro\/","title":{"rendered":"La stagione che non c&#8217;era. Un attimo prima del baratro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[<em>Questo articolo \u00e8 uscito su&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.liminarivista.it\/comma-22\/la-stagione-che-non-cera-un-attimo-prima-del-baratro\/\">Limina Rivista<\/a>&nbsp;il&nbsp;<\/em>27 ottobre 2025.]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A fine febbraio 2020 io e il mio compagno stiamo pranzando ai tavoli di un\u2019Ikea del nord Italia, \u00e8 un venerd\u00ec, \u00e8 un viaggio in un negozio a progettare un soppalco e una vita insieme: basta un disegno su un foglio, una discussione sulla tonalit\u00e0 del legno, e le prime notizie di Codogno alle prese col virus riecheggiano, incerte, sullo schermo del cellulare, mentre mangio polpette svedesi confezionate fuori Stoccolma e laggi\u00f9 l\u2019aria dev\u2019essere diversa, pi\u00f9 tersa e pi\u00f9 fredda, sul lungomare Brob\u00e4nken con le barche ormeggiate.&nbsp;<strong>Questa storia insomma comincia quando ancora non sappiamo che sar\u00e0 una storia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un momento prima il mondo \u00e8 fatto in una maniera, l\u2019attimo dopo tutto \u00e8 cambiato per sempre<\/strong>: le narrazioni funzionano per congegni, mentre sappiamo benissimo che la vita \u00e8 tutta un\u2019altra faccenda. La soglia tra il prima e il dopo, il crinale del cambiamento epocale che si sta consumando sotto i nostri occhi ma di cui ancora non riusciamo a distinguere bene i contorni \u2013 forse non siamo in grado, forse non lo vogliamo davvero \u2013 \u00e8 uno spazio familiare a molte persone, soprattutto quando parecchio tempo dopo torniamo vi ritorniamo con la mente, cercando di non soccombere alla nostalgia e piuttosto armandoci di bisturi, per l\u2019autopsia di qualcosa che non esiste pi\u00f9: sembra essere questo il cuore struggente del nuovo romanzo della scrittrice e traduttrice&nbsp;<strong>Elvira Muj\u010di\u0107<\/strong>,&nbsp;<em>La stagione che non c\u2019era<\/em>&nbsp;(<a href=\"https:\/\/www.guanda.it\/libri\/elvira-mujcic-la-stagione-che-non-cera-9788823535657\">Guanda<\/a>, 2025).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.liminarivista.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9788823535657_0_0_500_0.jpg?ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-29067\" style=\"width:220px;height:auto\" \/><\/figure>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ambientato nella&nbsp;<strong>Jugoslavia<\/strong>&nbsp;del&nbsp;<strong>1990<\/strong>, in un momento in cui le tensioni nazionaliste cominciano ad acuirsi, ma appena prima dello scoppio della guerra, il romanzo \u00e8 costruito sulle vicende di&nbsp;<strong>tre personaggi molto diversi<\/strong>, accumunati tuttavia da un sentire, sempre pi\u00f9 doloroso, di&nbsp;<strong>precariet\u00e0 e incertezza<\/strong>. Sullo sfondo di S., piccola cittadina della Bosnia orientale, si muovono&nbsp;<strong>Nene<\/strong>, giovane artista appena tornato a vivere dai suoi genitori dopo alcuni anni a Sarajevo, la sua vicina e amica di vecchia data&nbsp;<strong>Merima<\/strong>, impegnata politicamente, e sua figlia&nbsp;<strong>Eliza<\/strong>, una bambina di otto anni che non ha mai conosciuto il padre. Tutti e tre sono attraversati da&nbsp;<strong>desideri profondissimi<\/strong>, che l\u2019avvicinarsi del disastro sembra rendere ancora pi\u00f9 brucianti: Nene \u00e8 ossessionato dal destino del suo Paese e dalla necessit\u00e0 di imbastire una memoria collettiva fatta di oggetti, una sorta di capsula del tempo in formato mostra che possa raccontare anche alle future generazioni&nbsp;<strong>cosa significava essere jugoslavi<\/strong>; Merima non riesce ad accettare&nbsp;<strong>che la Jugoslavia (e la sua utopia) possa disintegrarsi<\/strong>&nbsp;e con lei gli ideali su cui ha costruito la sua intera esistenza; Eliza sogna di riabbracciare una&nbsp;<strong>figura paterna<\/strong>&nbsp;che fino a quel momento ha potuto soltanto immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tensione narrativa si dipana nell\u2019attesa dell\u2019inevitabile o, meglio, di ci\u00f2 che il lettore sa essere inevitabile e che Muj\u010di\u0107 sfrutta sapientemente attraverso una combinazione di&nbsp;<strong>precisi riferimenti storici<\/strong>, come&nbsp;<strong>il discorso di Ante Markovi\u0107<\/strong>&nbsp;del 29 luglio 1990 o&nbsp;<strong>le misure di Slobodan Milo\u0161evi\u0107<\/strong>&nbsp;contro gli albanesi del Kosovo, e l\u2019evocazione dell\u2019atmosfera sempre pi\u00f9 rarefatta e soffocante che scende su S. mentre si scivola inesorabilmente&nbsp;<strong>verso l\u2019esito finale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I fatti della Storia parlano<\/strong>&nbsp;a Nene, Merima ed Eliza,&nbsp;<strong>ma lo fanno anche le sensazioni e il paesaggio<\/strong>: la diffidenza che inizia a serpeggiare tra le persone, la pioggia che ingrossa il fiume e che si porta via lo studio di Nene, il fango che incrosta gli oggetti della sua arte incompiuta. Quel \u201cdavamo sempre il meglio in prossimit\u00e0 delle tragedie\u00bb risuona come una consapevolezza cupa, condivisa da chi resta ma anche da quelli che, potendo, stanno decidendo di lasciare la Jugoslavia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella&nbsp;<strong>calma quasi irreale della provincia<\/strong>&nbsp;\u2013 ed \u00e8 una scelta, questa di Muj\u010di\u0107, molto interessante, che si allontana dai riflettori della grande citt\u00e0 \u2013&nbsp;<strong>i tre protagonisti del romanzo sembrano incarnare la stratificazione generazionale dinnanzi al collasso<\/strong>: se Nene e Merima sono adulti che guardano al passato temendo la sua scomparsa e desiderando a tutti i costi di poter preservare un\u2019identit\u00e0, adulti che vivono il conflitto personale e politico, Eliza erediter\u00e0 le macerie di quella Storia, di cui \u00e8 stata solo tardiva spettatrice ma che la segner\u00e0 per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da lontano, Elvira Muj\u010di\u0107 osserva i propri personaggi muoversi sul ciglio del&nbsp;<strong>mutamento irreversibile<\/strong>: \u00abNon si sa mai il momento esatto in cui si poggia il piede sulla pietra che proprio in quel momento si stacca dalla roccia del precipizio e non c\u2019\u00e8 ritorno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono molte questioni che attraversano il romanzo, questioni che riguardano senza dubbio la storia della Jugoslavia ma che&nbsp;<strong>interrogano anche l\u2019Europa di oggi senza tanti nascondimenti<\/strong>: il lascito di un&nbsp;<strong>progetto politico di unit\u00e0 e convivenza<\/strong>&nbsp;che fallisce ma che i suoi cittadini cercano di proteggere fino alla fine, il&nbsp;<strong>ruolo dell\u2019arte come testimonianza<\/strong>&nbsp;e quello del&nbsp;<strong>trauma come drammatica definizione della propria identit\u00e0<\/strong>;&nbsp;<strong>la possibilit\u00e0 che confini e appartenenza non rappresentino soltanto delle barriere<\/strong>. Sono domande aperte, che non trovano una risposta, cos\u00ec come il conflitto narrativo incombente non si scioglie in una risoluzione nel finale, perch\u00e9 la storia de&nbsp;<em>La stagione che non c\u2019era&nbsp;<\/em>si conclude (giustamente) prima.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.liminarivista.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/bosnia_fotoB1.jpg?ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-29069\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La citt\u00e0 di S., con i suoi ritmi rallentati e gli anziani disillusi, prima assiste all\u2019<strong>agonia della Jugoslavia<\/strong>&nbsp;quasi con distacco, poi ne viene brutalmente travolta, e qui ancora una volta la scelta di un\u2019ambientazione provinciale risulta vincente.&nbsp;<strong>Nemmeno gli oggetti resistono alla frana<\/strong>: la mostra che Nene sta mettendo insieme finisce quasi del tutto distrutta, la tessera del Partito di Merima strappata. L\u2019unico slancio, forse la resistenza pi\u00f9 coriacea e allo stesso tempo tenera, \u00e8 quella della piccola Eliza, che progetta di scappare fino al Montenegro per conoscere il padre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elvira Muj\u010di\u0107 divide il romanzo in tre parti,&nbsp;<em>Sedimenti<\/em>,&nbsp;<em>Emersioni<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Dissolvenze<\/em>, una struttura che per il lettore attento funziona come bussola storica ed emotiva, ed \u00e8 capace di accompagnare Nene, Merima ed Eliza con registri sempre diversi, pi\u00f9 lirici o pi\u00f9 acuminati a seconda del momento, passando dal terrore di una bambina che ha appena schiacciato la coda di una lucertola a quello di due adulti che discutono del futuro che li attende e forse un po\u2019 si vogliono bene ma non sanno dirselo e si chiedono come li vedranno le generazioni che verranno: \u00abSembreremo dei marziani? O peggio, ci archivieranno come impostori?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, l\u2019ultimo grande interrogativo che il romanzo di Muj\u010di\u0107 pone:&nbsp;<strong>quale responsabilit\u00e0 abbiamo, individualmente, davanti ai grandi mutamenti della Storia?<\/strong>&nbsp;Possiamo soltanto farci da parte? Oppure dobbiamo e possiamo trovare la forza di opporci e combattere?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tutti e tutte noi, almeno una volta, abbiamo osservato il mondo che conoscevamo disintegrarsi<\/strong>, e forse siamo stati un po\u2019 Nene, un po\u2019 Merima, un po\u2019 Eliza. Anche per questo, e in forza a una scrittura limpida e controllata,<em>&nbsp;La stagione che non c\u2019era&nbsp;<\/em>ci parla apertamente, senza fare eccezioni, scongiurando la retorica della memoria e dialogando con forza con il nostro presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Questo articolo \u00e8 uscito su&nbsp;Limina Rivista&nbsp;il&nbsp;27 ottobre 2025.] A fine febbraio 2020 io e il mio compagno stiamo pranzando ai tavoli di un\u2019Ikea del nord Italia, \u00e8 un venerd\u00ec, \u00e8 un viaggio in un negozio a progettare un soppalco e una vita insieme: basta un disegno su un foglio, una discussione sulla tonalit\u00e0 del legno, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1976113,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_coblocks_attr":"","_coblocks_dimensions":"","_coblocks_responsive_height":"","_coblocks_accordion_ie_support":"","advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"jetpack_seo_schema_type":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_wpcom_ai_launchpad_first_post":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[3876],"tags":[466594240,23300,789612671,2222666],"class_list":["post-1751","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","tag-guandaeditore","tag-letteratura","tag-libri","tag-limina"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9Q3mT-sf","jetpack-related-posts":[],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1751","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1976113"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1751"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1751\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1920,"href":"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1751\/revisions\/1920"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1751"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1751"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilariarossetti.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1751"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}